giovedì 4 marzo 2010

Per i giovani fotografi...con gusto!

Ecco una bella occasione per tutti i giovani fotografi. Avete presente le famose amarene Toschi? Toschi, una delle aziende più importanti a livello italiano per quel che riguarda l'agroalimentare, compie quest'anno 65 anni e per festeggiare ha deciso, in collaborazione con Artegiovane (la più grande galleria virtuale di giovani artisti in Italia), di lanciare un concorso on line intitolato It looks good avendo come tema per la sua prima edizione "Gustosa è la vita".
Quindi: avete tra i 18 e i 40 anni? Tirate fuori le macchine fotografiche dalle custodie oppure iniziate a scartabellare nei vostri hard disk e trovate l' immagine da spedire. Perchè gustosa è la vita, certo, ma gustosissimo è anche il premio. Per i primi tre classificati infatti è prevista una giornata con il fotografo Franco Fontana mentre il vincitore si porterà a casa anche 1500 euro. Partecipare è gratuito e molto semplice, basta collegarsi al sito www.itlooksgood.it e compilare il form di adesione, lì troverete tutti i dettagli, oltre che il bando completo. Mi raccomando, avete ancora 2 mesi di tempo, potete iscrivervi fino al 10 maggio!

Links:

- www.itlooksgood.it (il sito internet del concorso, completo di tutti i dettagli)

- www.artegiovane.it (la galleria on line più importante d'Italia dedicata ai giovani artisti, ora anche una delle community di riferimento a livello mondiale per l'arte contemporanea)

- www.toschi.it (nata nel 1945 è oggi una delle più importanti aziende d'Italia; partendo dalla produzione delle amarene sotto spirito, ha ampliato negli anni la gamma dei prodotti)

Le ragioni della memoria, le ragioni dell'oblio


Questo il titolo del libro di Giacomo Gatti, anche lui comparso sul numero di dicembre-gennaio di UA. Per riassumere: Giacomo, classe 1981, è laureato in Filosofia e ha da poco pubblicato la sua prima opera. Si tratta di un saggio in cui viene spiegato come la memoria e il suo contrario si trasformano nel corso del tempo, dalla nascita della filosofia alla rivoluzione informatica.
Il libro, edito da Limina Mentis Editore, sarà presto nelle librerie di Parma e in occasione dell'uscita, appunto, verrà presentato venerdì 19 marzo alle 21 presso il Parco Nevicati di Collecchio. La presentazione, aperta a chiunque sia interessato, prevede l'intervento del dott. Roberto Baldini-membro della Società Filosofica Italiana- oltre che dell'autore Giacomo Gatti.

- http://liminamentis.com/ (qui potrete trovare informazioni su Giacomo e sul suo libro)

martedì 2 marzo 2010

1+1= two



Sul numero di dicembre-gennaio scorso abbiamo parlato di Marcella, una fotografa parmigiana iscritta al circuito Boulevart. Adesso Marcella- Marcy- sta lavorando a un progetto tanto semplice quanto particolare. Facciamo un passo indietro. Un pomeriggio di febbraio mi è arrivata una mail:

ciao,
vi mando questa mail per chiedervi un favore.
sto preparando un progetto fotografico personale, che si chiamerà "Two".
sto cercando coppie, che siano coppie anche nella vita reale, possibilmente un pò particolari, e soprattutto tutte o quasi di Parma, disposte a farsi fare un ritratto mezzo busto a petto nudo (ovviamente per le ragazze che non se la sentono, si possono coprire con mani o capelli), uno di fianco all'altro...
Marcy

Quindi ieri è stato il mio turno e, tra macchine fotografiche, pareti colorate, vino rosso e film di fantascienza Marcy mi ha spiegato qualcosa in più di questo progetto.
Two, come la semplicità dell'essere in coppia. Facile? Non proprio. Mettersi a nudo, quando si è in due, è difficile, sia fisicamente che mentalmente. E questo è proprio il bersaglio su cui lei ha voluto sparare: trovare il coraggio di mettersi a nudo, rappresentare l'essenzialità dell'amore, immortalare l'1+1 più naturale del mondo. Tra uno scatto e l'altro, tra incontri fotografici ritagliati nei momenti più assurdi, le coppie raccontate stanno raggiungendo la ventina. Ovviamente le foto sono tutte uguali. Lui a sinistra, lei a destra; le ragazze inaspettatamente pudiche e quindi coperte; nessuna espressione, sguardo fisso alla macchina fotografica. Le coppie tutte così diverse. Quelli alti, quelli bassi, quelli tatuati, quelli che stanno insieme da una vita e quelli che no. Marcy col corpo femminile ha avuto a che fare spesso -"è così bello e espressivo", disse a suo tempo nell'intervista su Ultimo Appello- ma il corpo maschile è invece, fotograficamente, un'incognita. E allora ecco una bella occasione per iniziare a immortalarlo, nell'universo noto della donna; ecco che entra nell'obiettivo anche l'uomo, in tutta la sua semplicità anatomica.

Links (il www dei nomi nominati nel post):

-www.boulevartparma.it (Il nuovo progetto della casa editrice Edicta e del Comune di Parma per valorizzare e concretizzare la creatività giovane)

- http://www.flickr.com/photos/mercimissmarcy/ (Dopo averne letto, immagino sarete curiosi. Qui potrete trovare quasi tutte le foto di Marcy... ovviamente quelle di Two sono ancora top secret!)

- http://www.ultimoappello.it/archivio_sfogliatore/dicembre_gennaio2009/Default.html (Pdf del numero di dicembre-gennaio di Ultimo Appello, sui cui potete trovare l'intervista a Marcy e ad altri artisti iscritti a Boulevart, oltre a tanti altri contenuti)

lunedì 1 marzo 2010

Buongiorno al web


Ecco. Doveva succedere prima o poi di "convertirsi" dal cartaceo al virtuale.
Noi- pluralis maiestatis- siamo un giornale. Siamo un free press. Siamo un bimestrale. Siamo, o almeno vorremmo essere, l' "anima" degli universitari e dei giovani parmigiani. Parliamo di loro e con loro. Raccontiamo cose, fotografiamo persone.
Ecco, a grandi linee, quello che Ultimo Appello fa.
Un giorno nella testa -anti-web, sociopatica ma comunque e soprattutto il contrario di tutto ciò- della redattrice è balenata l'idea di fare un blog. Perchè ormai ce l'hanno un po' tutti, è vero, ma un giornale si costruisce di parole, pensieri, frasi stampate e lettere volatili. Raccogliere tutto in 64 pagine è a volte impossibile. Quindi, informalmente, eccoci sbarcati nell'etere, dove abitiamo tutti.

Per inaugurare, voglio pubblicare un regalo. è stata la prima volta che un lettore ci ha mandato qualcosa, ed è stata la prima volta, quindi, che ci siamo resi conto di avere reazioni alle nostre azioni.

E se fosse la vita ad essere un carnevale?

Tra coriandoli e stelle filanti, anche quest’anno, il carnevale se ne va; una tradizione ultracentenaria che alcuni di noi iniziano a non sentire più, eppure non capita spesso di vedere Robin Hood, Batman, Cenerentola, mago Merlino, … per un giorno personaggi di fumetti e cartoni animati prendono vita tra le strade del nostro paese, per un giorno anche loro esistono e per un giorno anche noi possiamo essere degli eroi. Maschere, trucco, parrucche, qualsiasi cosa pur di non farsi riconoscere; sarà il caffè senza zucchero, il pacchetto di Chesterfield che fumiamo solo noi o il tatuaggio che spunta maldestramente dalla maschera, a parlare chiaro. In fondo siamo fatti per essere noi stessi e anche la maschera che portiamo ogni giorno prima o poi cadrà svelando quello che realmente siamo, le nostre idee, i nostri limiti, i nostri amori e i nostri ideali. Forse basterebbe togliere quella maschera per essere irriconoscibili, rinunciare a tutte quelle parti di noi che in realtà di noi non sono ma che così ci vogliono far credere. Quanti sarebbero in grado di riconoscerci se ci vestissimo da noi stessi? Amici, parenti, fidanzate, forse nemmeno loro riuscirebbero a riconoscere chi si cela dietro alla maschera che sole, vento, acqua, giorno dopo giorno, hanno scolpito sul nostro volto. Una maschera che forse è qualcosa di più di un semplice travestimento di carnevale, ci permette di vivere e ogni giorno la indossiamo un po’ per scelta un po’ per obbligo. Ma possiamo fare a meno di questa maschera? In questa maschera ci siamo noi, con noi è cresciuta, cambiata, quando si è rotta l’abbiamo ricucita; è da dietro i suoi buchi che osserviamo e viviamo il mondo ed è dentro quella maschera che soffochiamo noi stessi. Schopenhauer parlava di un mondo nascosto dietro ad un velo, non so se conoscesse il carnevale ma a questo punto viene spontaneo chiedermi, e se fosse la vita ad essere un carnevale?

(Federico Vaienti, Università di Parma)